“Se dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, cantava Fabrizio De André in Via del Campo nel 1967. E se pensiamo che dal macero della raccolta differenziata dei cittadini campani nasce un museo interamente realizzato in cartone ci sentiamo nel bel mezzo di una rivoluzione eco-sociale. La storia è questa, e nulla è lasciato al caso: a Mercato San Severino, paese campano in provincia di Salerno, a pochi chilometri dalla costiera amalfitana, è nata una mini-struttura museale in cartone riciclato che racconta la storia e l’archeologica del luogo. L’artefice è Sabox-Formaperta, gruppo che fa della sostenibilità ambientale e sociale la propria vocazione, producendo oggetti in cartone ondulato a partire dalla lavorazione del macero. Il design è firmato da Daniele Iannicelli; la parte scientifica validata dallo storico Giuseppe Rescigno.

E quale luogo migliore, se non un museo, per mettere insieme architettura, design, rispetto per le cose e le persone. Del resto un museo è il luogo d’arte per eccellenza. È l’incontro tra le culture più diverse; il posto in cui le storie, di ieri e di oggi, prendono vita per raccontarsi. Il museo – nel corso di una visita o di un evento – rappresenta così un’esperienza speciale: luogo di libera interpretazione e di possibili ispirazioni, nel rispetto assoluto dell’ambiente che ci ospita. Così gli allestimenti in cartone ondulato diventano gli strumenti ideali per raccontare una storia vera.

La mini-struttura museale in questione è il luogo di supporto del Parco naturalistico archeologico regionale del Castello dei Sanseverino. Le stanze del museo ospitano i reperti archeologici provenienti dagli scavi del Castello, oltre che gli approfondimenti dedicati alle erbe medicinali. Protagonista è, inoltre, la storia dei Sanseverino attraverso un fumetto animato, con annesse le vicende del Castello fondato dai Normanni. Comprese nella storia ci sono anche le sedute, sempre in cartone riciclato.

Insomma, un’idea progettuale che mette al primo posto la sostenibilità attraverso strutture ad hoc in grado di rievocare l’immaginario del Castello, dove simboli e nuovi oggetti si fondono per dare vita a un racconto di cartone. Si animano così l’ingresso, il bookshop e le stanze del museo; alle pareti prismi decorati si mischiano a sedute con doghe; alberi ad altezza naturale contribuisco alla scenografia. Tutto rigorosamente in cartone ondulato e stampato.

Soltanto le rifiniture come vetrine e ripiani sono realizzati in plexiglass, materiale che consente sia di preservare il cartone sia di mettere al sicuro gli oggetti esposti.

 

Il museo di cartone è un esempio concreto di economia circolare, oltre che una testimonianza preziosa dell’incontro tra pubblico e privato. Una crescita verso la qualità e la bellezza, una missione italiana caratterizzata da un percorso virtuoso sul fronte della sostenibilità. Il tutto targato Aldo Savarese, amministratore Sabox e presidente della Rete per il packaging sostenibile 100% Campania, visionario-portavoce di un mondo più bello.